Cavolfiore sott’olio

Una conserva (non è propriamente corretto questo termine perchè si conserva per poco tempo, sparisce molto velocemente!) fatta con un procedimento molto semplice che richiede però tempi di marinatura di 2-3 giorni. E’ molto bella da vedere se si riescono a trovare le cimette di cavolfiore di 3-4 colori diversi, comunque buona anche fatta con cavolfiore di un solo colore. Il miopreferito è il violetto di Sicilia, ha un gusto più delicato e nello stesso tempo più incisivo (oltre ad avere ottime proprietà nutrizionali). I vasetti e relativi coperchi per conservarlo devono essere sterilizzati (lavarli in lavastoviglie, lasciarli asciugare e poi metterli nel forno freddo, portarlo a 100 gradi e lasciarlo per 10 minuti, spegnere e lasciar raffreddare i vasetti nel forno senza aprirlo). Alcune ricette suggeriscono di sterilizzare ulteriormente i vasetti pieni bollendoli in acqua, io non lo faccio per due motivi: mi sembra che, cuocendo, l’olio alteri il suo sapore, inoltre li conservo in frigorifero e li consumiamo entro un mese.

 

Per 5-6 vasetti da 250 cc

  • 700-800 g cimette di cavolfiore pulite
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • 2 cucchiai colmi di sale grosso
  • 2-2,5 bicchieri grandi di aceto bianco incolore
  • 1 bicchiere grande di vino bianco
  • olio di semi di girasole qb
  • poco olio di oliva evo

Tagliare le cimette più grandi per avere pezzi  di dimensioni abbastanza uniformi. Sciacquarle bene sotto acqua corrente, farle sgocciolare, tamponarle con carta da cucina bianca, versarle in una ciotola grande, cospargerle con zucchero e sale, mescolare, coprire con pellicola e mettere in frigorifero per almeno 24 ore. Terminata la marinatura nel sale, sgocciolare le cimette in un colino, sciacquare la ciotola, asciugarla e rimettere le cimette, unendo l’aceto e il vino bianco. I liquidi dovranno coprire le cimette, eventualmente aggiungere ancora un po’ di aceto e di vino. Coprire sempre con pellicola, sistemare in frigorifero e lasciarle da 24 a 36 ore. Sgocciolarle di nuovo e poi iniziare a sistemarle nei vasetti, schiacciandole un po’ per non lasciare troppi vuoti. Versare l’olio di girasole lasciando un piccolo spazio per unire una piccola quantità di olio di oliva (si può mettere solo olio di girasole, l’olio di oliva secondo me le rende più saporite). Coprire i vasetti ma non chiuderli subito col il coperchio, aspettare qualche ora per eventualmente unire altro olio, devono essere ben coperte. Chiudere con coperchi preferibilmente nuovi e sistemare in frigorifero. Si possono gustare dopo 3-4 giorni.

 

 

Crostata con marmellata di albicocche e mandorle

Con la ricetta base della pasta frolla all’olio di Marco Bianchi ho preparato una crostata davvero molto buona, è sparita in due giorni. La marmellata di albicocche non è fra le mie preferite, però ho voluto provare la marmellata di albicocche bio cremosa ed è stata una scoperta, non è troppo zuccherina e non ha neanche l’acidità che spesso hanno molte marmellate.

 

  • 50 g farina di mandorle
  • 100 g farina Uniqua bianca del molino Dallagiovanna
  • 100 g farina Tritordeum del molino Dallagiovanna
  • 75 g zucchero mascobado
  • 40 g olio di semi di girasole (o mais)
  • 70-80 g acqua (la quantità dipende dal tipo di farina che si usa)
  • 2 cucchiaini rasi di lievito Antica ricetta
  • cannella
  • circa mezzo vasetto di marmellata di albicocche bio cremosa
  • 2 cucchiai di mandorle tritate grossolanamente

Frullare lo zucchero mascobado e scioglierlo nell’acqua. Setacciare le farine con il lievito, unire la cannella in quantità a piacere, versare l’acqua zuccherata, l’olio e mescolare bene formando un panetto compatto unendo ancora un pochino di acqua se serve. Coprirlo con pellicola e lasciarlo riposare in frigorifero almeno un’ora. Stendere la pasta frolla (lasciando da parte un pezzetto) spolverandola di farina (poca) per non farla attaccare al mattarello (la pasta tende un po’ a rompersi, usare eventualmente due fogli di cartaforno, uno sotto la pasta l”altro sopra. Foderare una tortiera bassa per crostate (molto comoda quella col fondo rimovibile), farcirla con la marmellata, cospargerla con le mandorle tritate e decorarla a piacere usando la pasta lasciata da parte, formando strisce o tagliandola con formine per biscotti. Cuocere in forno preriscaldato a 170-180 gradi per circa 30 minuti, o fino a quando i bordi saranno dorati.

Plumcake carote e noci

E una ricetta di Marco Bianchi  http://www.marcobianchioff.it/ con mie modifiche, non trovo la ricetta originale, ma le differenze consistono nei tipi di farine e nella quantità di olio.

  • 250 g carote
  • 230 g farina (metà integrale o tipo 1 metà farina con lievito)
  • 1 vasetto yogurt magro (o di soia)
  • 50 g mascobado
  • 3 cucchiai sciroppo acero
  • 3 cucchiai olio di semi di girasole
  • 120 g noci
  • 3/4 di bustina di lievito Antica ricetta San Martino (12 g)
  • 4 cucchiai rasi di semi di chia
  • cannella
  • poca acqua se serve

Polverizzare lo zucchero nel mixer. Tritare finemente (quasi a farina) la metà delle noci. Tritare grossolanamente il resto delle noci. In una ciotola capiente mettere carote, zucchero, sciroppo d’acero, yogurt, olio, semi di chia, mescolare bene e lasciar riposare una decina di minuti. Unire la “farina” di noci, setacciare le farine e il lievito e unire all’impasto, spruzzare a piacere di cannella, infine unire le noci a pezzi e, se serve, qualche cucchiaio di acqua. Mescolare bene, versare l’impasto in uno stampo da plumcake 24-26×10 cm foderato con carta da forno e cuocere in forno a 180-190° per 25 minuti modalità ventilato e 25 minuti modalità statico. Controllare la cottura con uno stecchino. Dopo i primi 25 minuti è meglio toglierlo dallo stampo lasciando sotto la carta forno, in questo modo cuocerà meglio anche nella parte inferiore.

 

Torta salata con radicchio e crescenza

Ho preparato questa torta usando come contenitore la pasta sfoglia al burro, ora si trova facilmente nei supermercati, comunque si può usare anche una brisè preparata in casa usando olio invece del burro. Il radicchio precoce in questo periodo non è nemmeno molto amarognolo, se non è gradito questo sapore si può usare radicchio di Chioggia, sicuramente dal sapore più delicato.

 

  • 300 g circa di radicchio già pulito
  • 1 piccola cipolla rossa
  • 170-200 g crescenza fresca
  • 3-4 cucchiai di parmigiano grattugiato
  • fiocchi di avena quanto basta per rassodare il composto
  • sale zucchero pepe olio
  • una confezione di pasta sfoglia fresca con burro, rotonda
  • qualche gheriglio di noce

Tagliare il radicchio, lavato e asciugato, a striscioline. Tritare la cipolla, farla stufare con poca acqua e un cucchiaino di olio, unire il radicchio tenendo il gas abbastanza alto, aggiungere un cucchiaino raso di zucchero, sale e pepe, mescolare bene. Quando la verdura inizierà a rilasciare acqua, abbassare il gas, coprire la pentola e lasciare stufare per circa 15 minuti. Far raffreddare.

Versare il radicchio nel mixer, lasciando nella pentola l’acqua in eccesso se non è evaporata tutta. Aggiungere la crescenza e tritare senza arrivare ad avere una crema. Unire il parmigiano grattugiato e tre cucchiai di fiocchi di avena, frullare a impulsi unendo man mano degli altri fiocchi di avena se il composto rimane troppo molle. Coprire e far riposare in frigorifero per un’ora.

Srotolare la pasta sfoglia lasciando la carta forno che c’è nella confezione, sistemarla su una teglia forata, versare il composto e stenderlo uniformemente lasciando libero un cerchio esterno di 4-5 cm. Spezzettare con le mani qualche gheriglio di noce e distribuirlo sulla superficie del ripieno, ripiegare il bordo lasciato libero pizzicandolo in maniera regolare per formare una sorta di guscio. Mettere in forno, scaldato in precedenza a 220 gradi ventilato, sistemando la teglia in basso (seconda tacca dal basso) e cuocere sempre ventilato fino a doratura dei bordi.

 

 

Polpettone con funghi e fagioli

Uno squisito sostituto dei polpettoni di carne, forse ancora più buono se preparato il giorno precedente e poi riscaldato, si insaporirà meglio e la consistenza diventerà più compatta. La preparazione è un po’ lunga perché l’impasto crudo va lasciato riposare in frigorifero per acquistare corposità.

 

  • 500 g funghi portobello (sono degli champignon molto più grandi, di colore scuro)
  • 1 scalogno
  • 1 vasetto di fagioli borlotti o cannellini (peso sgocciolato 220 g)
  • 50 g pistacchi o noci (o un misto) tritati grossolanamente
  • 50 g parmigiano grattugiato
  • 80-120 g fiocchi avena (la quantità varia in base all’umidità del composto) si può sostituire con pangrattato di riso
  • 3 cucchiai di salsa di soia
  • timo fresco
  • olio sale pepe aglio in polvere
  • farina e pangrattato di riso per impanare (oppure farina di mai tostata per impanature)

Pulire i funghi sciacquandoli rapidamente sotto l’acqua (se si preferisce si può togliere la pellicola superficiale, io la lascio pulendola bene), togliere i gambi se sono rovinati, tagliarli a fette non troppo sottili, unirli allo scalogno tagliato a fettine e farli cuocere in padella con poco olio a fuoco abbastanza sostenuto, emetteranno molto acqua, quando l’acqua sarà assorbita spegnere il gas, condirli con pochissimo sale (ci sarà la salsa di soia nel composto), pepe e volendo poco aglio in polvere. Lasciarli raffreddare.

Frullare nel mixer i fagioli scolati riducendoli in crema. Unire i funghi, il parmigiano, la salsa di soia, 1 cucchiaio di olio, pepe e foglioline di timo fresco a piacere, tritare a impulsi (i funghi non si devono spappolare, devono essere tritati non finemente) e unire i fiocchi di avena (o il pangrattato di riso) poco alla volta, regolando la consistenza. Versare il composto in una ciotola, unire i pistacchi (o le noci) tritati grossolanamente, mescolare, compattare il composto, coprirlo con pellicola e sistemarlo in frigorifero per almeno 2-3 ore (si può lasciare anche tutta la notte).

Passato il periodo di riposo, versare su un foglio abbastanza largo di carta forno una bella manciata di pangrattato di riso mischiato con farina di riso, sistemare il composto e con le mani dargli la forma cilindrica aiutandosi con il pangrattato, poi rigirarlo bene nell’impanatura, versare poco olio a filo e rigirarlo ancora per ungerlo bene. Deporlo su una teglia forata o direttamente sulla griglia del forno scaldato in precedenza a 180-190 gradi, cuocerlo fino a doratura girandolo quando la parte inferiore sarà dorata. Tolto dal forno, lasciarlo riposare 10 minuti prima di tagliarlo, oppure lasciarlo raffreddare, metterlo in frigorifero e tagliarlo a fette solo prima di riscaldarlo di nuovo nel forno a microonde.

 

 

 

Focaccine con farina di ceci

Rapide da fare e gustose, buone da affiancare ad un piatto di verdure miste tipo ratatuille, oppure a del formaggio fresco tipo ricotta o crescenza.

 

  • 100 g farina integrale di ceci
  • 250 farina tipo 1 o 2
  • 50 g olio evo (più 1 o 2 cucchiai da spennellare sulle focaccine)
  • 150 g circa di acqua
  • 1/2 bustina di lievito per torte salate (oppure backing powder)
  • sale, pepe o peperoncino
  • rosmarino o salvia tritati finemente

Mescolare le farine con sale e lievito, pepe o peperoncino in polvere, unire 100 g di acqua e l’olio e iniziare ad impastare aggiungendo la quantità di acqua necessaria per ottenere una pasta tipo frolla. Se c’è tempo, lasciar riposare 30-40 minuti, operazione non strettamente necessaria, poi tirare una sfoglia alta circa un centimetro. Tagliare dei tondi diametro circa 5 cm, sistemarli sulla griglia del forno coperta con carta forno. Mescolare 1 o 2 cucchiai di olio con poca acqua, sbattere bene, spennellare le focaccine, cospargere con poco sale (volendo, sale grosso pestato) e con rosmarino o salvia.

Cuocere in forno a 220° per 10-12 minuti o finchè risultano ben dorati.

Gnocchi di ricotta (e ricotta e spinaci) senza uova

Volendo provare a fare degli gnocchi di ricotta senza uova, ho cercato in rete, e la ricetta che più mi ispirava è questa http://blog.giallozafferano.it/maniamore/gnocchi-di-ricotta/. leggermente modificata da me, ottima! Poi, avendo in casa una confezione di ricotta che pesava circa 350 g, ho provato a mischiare la ricotta con degli spinaci, chiaramente occorre più farina, hanno avuto molto successo, buona tenuta di cottura, in più è un sistema per mangiare più verdure…

In entrambi i casi li ho conditi con un sugo semplice di pomodoro, scalogno tritato, basilico e peperoncino. Il sugo si può fare usando dei pomodori freschi o una buona passata.

La prima versione è per 3-4 porzioni (3 porzioni se si mangiano come piatto unico), con gli spinaci è più abbondante, 4-5 porzioni (come prima 4 se piatto unico).

 

Gnocchi di ricotta:

  • 250 g di ricotta (per me vaccina) asciutta
  • 100 g circa di farina integrale o tipo 1
  • 60 g parmigiano grattugiato
  • noce moscata, sale, pepe
  • olio per condire

 

Gnocchi ricotta e spinaci:

  • 200 g circa di spinaci surgelati (più o meno mezza busta del tipo surgelati in foglie)
  • 140-150 g farina integrali o tipo 1  (la quantità dipende dal tipo di ricotta e dagli spinaci, che non devono essere troppo acquosi)
  • 350 g circa di ricotta (il tipo che acquisto non ha mai lo stesso peso, per cui va aggiustata la dose di farina)
  • 80 g parmigiano grattugiato
  • noce moscata, sale, pepe
  • olio per condire

 

Gnocchi di ricotta: lavorare la ricotta per renderla soffice, unire farina, parmigiano, sale, pepe e noce moscata, mescolare con un cucchiaio, poi lavorare con le mani, unendo altra farina se necessario, per avere un impasto di consistenza simile a quello degli gnocchi di patate. Io preferisco far riposare questo composto in frigorifero per almeno un’ora, se non si ha tempo, passare subito alla lavorazione che è simile a quella degli gnocchi di patate. Formare dei cordoni e tagliarli a pezzi, fare una pressione col pollice al centro. Cuocerli in acqua bollente non molto salata, sono pronti quando vengono a galla. Nel frattempo scaldare il sugo in una capiente pentola antiaderente e versare gli gnocchi scolati, condire con olio evo e mescolare direttamente. A noi piace cospargerli di parmigiano grattugiato quando sono nei piatti.

 

Gnocchi ricotta e spinaci: cuocere gli spinaci surgelati con pochissima acqua in un pentolino antiaderente con coperchio, solo fino a farli scongelare. Passarli in un colino e farli asciugare il più possibile schiacciandoli con un cucchiaio. Lasciarli raffreddare, poi frullarli. Impastarli con gli altri ingredienti seguendo i suggerimenti di cui sopra, resteranno un po’ più appiccicosi ma è meglio non mettere troppa farina. In questo caso il passaggio in frigorifero è necessario per avere la compattezza sufficiente. Formare gli gnocchi e cuocerli passandoli poi nel sugo e unendo parmigiano grattugiato a piacere.