Fusilli integrali con pesto di cavolo cappuccio viola

Piatto di pasta decisamente autunnale, si può usare anche un altro formato di pasta, per me farfalle integrali, penne e simili mi sembrano meno adatti. La ricetta che ho trovato su Sale&Pepe prevedeva spaghettini.

La dose del pesto è abbondante, se dovesse avanzare è molto buona unita a dell’insalata verde, oppure spalmata sul pane. Se gradite, si possono sciogliere nell’olio di condimento alcuni filetti di acciughe sott’olio.

Per 3 persone

 

  • 240 g fusilli (o farfalle), naturalmente si può aumentare o diminuire la quantità a piacere
  • 200 g di cavolo cappuccio viola
  • 60 g di mandorle spellate (o con la buccia per una consistenza più rustica)
  • poco aglio (facoltativo, io non lo uso, il cavolo è già saporito)
  • 50 g circa di pane un po’ raffermo
  • rosmarino (fresco o secco, nel secondo caso meglio tritato)
  • 1 cucchiaio di mandorle a lamelle
  • parmigiano gratuggiato (facoltativo)
  • olio evo, sale, pepe nero

 

Tagliare a pezzi piccoli il cavolo, frullarlo con qualche cucchiaio di olio, qualche cucchiaio di acqua e le mandorle, poco sale e pepe a piacere, fino a ridurlo a crema abbastanza omogenea, unendo altro olio o acqua se necessario (deve rimanere abbastanza denso)

In una padella piccola rosolare il pane,  tagliato a dadini piccoli o sbriciolato grossolanamente, con pochissimo olio e un po’ di rosmarino.

Cuocere la pasta per il tempo indicato sulla confezione. Nel frattempo, se si usano le acciughe, scioglierle in uno-due cucchiai di olio in una padella tipo wok, tenendo il fuoco bassissimo, altrimenti procedere nello stesso modo con solo olio.

Unire la pasta scolata, tenendo da parte un po’ di acqua di cottura, condire con il pesto diluendolo con acqua di cottura se necessario. Unire le mandorle a lamelle, togliere dal fuoco e versare il pane rosolato, mescolando bene. Chi lo desidera, aggiungerà il parmigiano nel proprio piatto.

 

 

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“Lasagne” di pane carasau con melanzane

Lasagne perchè il risultato che si ottiene è molto simile alle tradizionali lasagne al forno. E’ molto più leggero perchè non contiene besciamella nè ragu di carne, è comunque molto gustoso perchè le melanzane sono saporite e danno il loro meglio insieme al sugo di pomodoro e al formaggio. Probabilmente si dovrebbe usare il pecorino, ma a me non piace, ho usato parmigiano e provolone piccante con un po’ di parmigiano, entrambe le versioni sono state apprezzate. Va preparato con un po’ di anticipo per fare in modo che il pane si ammorbidisca bene con il brodo.

 

  • 250 g pane carasau (se si trova il tipo integrale è ancora più saporito)
  • 2-3 melanzane abbastanza grandi del tipo preferito (per me le migliori sono le viola screziate, altrimenti quelle viola scuro del tipo arrotondato)
  • 2 carote piccole
  • 1 scalogno medio
  • 1 barattolo di pomodori pelati
  • 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro o 2 cucchiai di verdurine (Mutti, Ortolina)
  • abbondante parmigiano grattugiato
  • 1/2 litro circa di brodo vegetale (anche fatto con dado buono)
  • basilico
  • olio, sale, pepe, peperoncino in polvere

 

Sbucciare le melanzane e tagliarle a cubetti. Scaldare pochissimo olio in una padella antiaderente e cuocere le melanzane salando solo alla fine della cottura. Toglierle dalla pentola e lasciarle raffreddare.

Nella stessa pentola pulita con carta da cucina scaldare per 2-3 minuti le carote e lo scalogno grattugiati con poco olio tenendo il fuoco basso per non far rosolare le verdure (volendo si può utilizzare poca acqua o brodo di verdura invece dell’olio). Nel frattempo frullare i pomodori pelati e versarli nella pentola, unire un pizzico di zucchero, sale e peperoncino a piacere, portare a bollore, abbassare la fiamma, coprire e cuocere per circa 15-20 minuti, unendo il concentrato o le verdurine a fine cottura. A fuoco spento unire anche qualche foglia di basilico spezzettata con le mani.

Scaldare il brodo vegetale. In una teglia rettangolare antiaderente unta con un velo di olio stendere uno strato di pane carasau, bagnarlo leggermente con il brodo caldo per ammorbidirlo leggermente, stendere una parte del sugo, distribuire una parte di melanzane e cospargere con parmigiano grattugiato. Ripetere gli strati fino ad esaurimento degli ingredienti, sull’ultimo strato di pane mettere solo sugo e parmigiano, se piace macinare sopra del pepe nero.

Versare ancora un po’ di brodo sui bordi degli strati di pane e verdure e lasciare riposare per almeno un’ora.

Infornare nel forno già caldo a 200° per circa 15 minuti o fino a quando lo strato superiore sarà dorato.

 

 

Gnocchi di ricotta (e ricotta e spinaci) senza uova

Volendo provare a fare degli gnocchi di ricotta senza uova, ho cercato in rete, e la ricetta che più mi ispirava è questa http://blog.giallozafferano.it/maniamore/gnocchi-di-ricotta/. leggermente modificata da me, ottima! Poi, avendo in casa una confezione di ricotta che pesava circa 350 g, ho provato a mischiare la ricotta con degli spinaci, chiaramente occorre più farina, hanno avuto molto successo, buona tenuta di cottura, in più è un sistema per mangiare più verdure…

In entrambi i casi li ho conditi con un sugo semplice di pomodoro, scalogno tritato, basilico e peperoncino. Il sugo si può fare usando dei pomodori freschi o una buona passata.

La prima versione è per 3-4 porzioni (3 porzioni se si mangiano come piatto unico), con gli spinaci è più abbondante, 4-5 porzioni (come prima 4 se piatto unico).

 

Gnocchi di ricotta:

  • 250 g di ricotta (per me vaccina) asciutta
  • 100 g circa di farina integrale o tipo 1
  • 60 g parmigiano grattugiato
  • noce moscata, sale, pepe
  • olio per condire

 

Gnocchi ricotta e spinaci:

  • 200 g circa di spinaci surgelati (più o meno mezza busta del tipo surgelati in foglie)
  • 140-150 g farina integrali o tipo 1  (la quantità dipende dal tipo di ricotta e dagli spinaci, che non devono essere troppo acquosi)
  • 350 g circa di ricotta (il tipo che acquisto non ha mai lo stesso peso, per cui va aggiustata la dose di farina)
  • 80 g parmigiano grattugiato
  • noce moscata, sale, pepe
  • olio per condire

 

Gnocchi di ricotta: lavorare la ricotta per renderla soffice, unire farina, parmigiano, sale, pepe e noce moscata, mescolare con un cucchiaio, poi lavorare con le mani, unendo altra farina se necessario, per avere un impasto di consistenza simile a quello degli gnocchi di patate. Io preferisco far riposare questo composto in frigorifero per almeno un’ora, se non si ha tempo, passare subito alla lavorazione che è simile a quella degli gnocchi di patate. Formare dei cordoni e tagliarli a pezzi, fare una pressione col pollice al centro. Cuocerli in acqua bollente non molto salata, sono pronti quando vengono a galla. Nel frattempo scaldare il sugo in una capiente pentola antiaderente e versare gli gnocchi scolati, condire con olio evo e mescolare direttamente. A noi piace cospargerli di parmigiano grattugiato quando sono nei piatti.

 

Gnocchi ricotta e spinaci: cuocere gli spinaci surgelati con pochissima acqua in un pentolino antiaderente con coperchio, solo fino a farli scongelare. Passarli in un colino e farli asciugare il più possibile schiacciandoli con un cucchiaio. Lasciarli raffreddare, poi frullarli. Impastarli con gli altri ingredienti seguendo i suggerimenti di cui sopra, resteranno un po’ più appiccicosi ma è meglio non mettere troppa farina. In questo caso il passaggio in frigorifero è necessario per avere la compattezza sufficiente. Formare gli gnocchi e cuocerli passandoli poi nel sugo e unendo parmigiano grattugiato a piacere.

 

Zuppa d’autunno con cavolo rosso e castagne

A volte si presenta la necessità di finire i pacchetti di cereali e legumi (rimasugli di altre ricette) e allora bisogna lavorare di fantasia per poterli utilizzare in modo gradevole e salutare. E così succede che un piatto improvvisato diventa una ricetta “di famiglia” graditissima a tutti.

 

  • 400-500 g cavolo cappuccio rosso
  • 1 scalogno grande o due piccoli
  • brodo vegetale (oppure dado senza glutammato o ingredienti strani aggiunti)
  • 100 g circa di lenticchie rosse decorticate
  • 100 g circa di quinoa tricolore
  • 100 g circa di grano saraceno
  • 100-150 g castagne cotte sottovuoto (o nei comodi e costosi pacchetti di una ben nota marca)
  • 1-2 foglie di alloro
  • sale, pepe, peperoncino
  • olio evo

 

Naturalmente i cereali possono essere diversi, le lenticchie rosse invece sono  insostituibili perchè regalano una sorta di cremosità alla zuppa.

Tagliare il cavolo a striscioline non troppo sottili, affettare o tritare lo scalogno, mettere in una pentola antiaderente capiente con pochissimo olio e alloro e lasciar stufare qualche minuto aggiungendo brodo vegetale per non far asciugare troppo.

Unire lenticchie, quinoa e grano saraceno ben risciacquati sotto acqua corrente, coprire con brodo vegetale, spolverare con pepe e peperoncino a piacere, coprire e cuocere a fuoco lento per 25-30 minuti, aggiungendo brodo se asciuga troppo.Unire le castagne a grossi pezzi poco prima di finire la cottura (deve risultare della stessa consistenza di un risotto “all’onda”).

Salare e unire olio a piacere dopo aver spento il gas. Togliere l’alloro e versare nei piatti e, se piace, spolverare con parmigiano grattugiato. E’ una dose abbondante, a noi è bastata per 4 persone come piatto unico.

Riso variopinto

Piatto unico semplice e anche salvatempo (il riso e i pomodori si possono cuocere in anticipo), buono sia caldo che freddo, nutriente per gli ingredienti contenuti e molto saporito. Il riso venere e il riso rosso hanno profumo e sapore molto intensi e veramente buoni.

 

  • 150 g riso nero venere
  • 150 g riso rosso
  • 400 g pomodori datterini (o ciliegini) volendo anche di colori diversi
  • 1 scatola di ceci bio
  • 1 avocado
  • olive taggiasche (o gaeta) snocciolate, quantità a piacere
  • una manciata di anacardi (o noci, mandorle)
  • olio evo
  • sale, pepe, peperoncino
  • aglio
  • 1 cucchiaino piccolo di zucchero di canna

Cuocere il riso in acqua bollente poco salata rispettando i tempi di cottura indicati sulla confezione, si possono cuocere insieme perchè i due colori rimangono evidenti. Scolarlo e passarlo sotto acqua fredda.

Tagliare i pomodorini a metà, saltarli in padella antiaderente con poco olio, lo zucchero di canna, peperoncino e aglio in polvere, aggiungendo il sale solo a fine cottura. Dovranno risultare leggermente caramellati.

Sciacquare i ceci e togliere la pellicina, compito certamente noioso ma utile per migliorarne la digeribilità, e unirli ai  pomodori. Unire anche gli anacardi tagliati a pezzi e il riso ormai raffreddato.

Sbucciare l’avocado e tagliarlo a cubetti, condirlo con pochissimo olio, sale, pepe e peperoncino. Scolare le olive.

Se si mangia freddo, unire tutti gli ingredienti, condire con poco olio (niente di peggio di un riso grondante olio…) sale se serve, pepe o peperoncino.

Se si preferisce caldo, scaldare il riso con pomodori, ceci e anacardi, a fuoco spento unire le olive, condire come sopra, portare in tavola servendo l’avocado sopra il riso disposto nei piatti.

Quinoa variopinta

La quinoa è diventata una moda (nonostante il costo!) per una volta ho voluto provarla, è piaciuta molto, credo che si possa consumare una volta ogni tanto, se non si hanno problemi di intolleranza al glutine i cereali che si possono usare sono veramente tanti!

Per 3 persone

  • 150 g quinoa tricolore (ovviamente va bene qualsiasi tipo di quinoa)
  • 20-25 pomodori mini san marzano o datterini
  • una manciata di mandorle pelate
  • 1 scatola piccola di fagioli cannellini
  • 1 pezzetto di parmigiano (o altro formaggio duro)
  • olio
  • sale
  • pepe nero appena macinato
  • aglio e peperoncino in polvere
  • curcuma

Sciacquare molto bene la quinoa sotto acqua corrente, cuocerla nel doppio del suo volume in acqua leggermente salata con un cucchiaino di curcuma per 10 minuti in pentola coperta, spegnere il gas e lasciar gonfiare per altri 10 minuti (l’acqua dovrà essere tutta assorbita e i granellini ben sgranati).

Tagliare in due o tre pezzi i pomodori e saltarli per 8-10 minuti in poco olio, pizzico di sale, pizzico di zucchero, aglio e peperoncino in polvere, usando una pentola antiaderente tipo wok.

Sciacquare bene i fagioli sotto acqua corrente, tagliare le mandorle a filetti e il parmigiano a cubetti.

Versare la quinoa nella pentola dei pomodori, unire i fagioli e le mandorle, scaldare a fuoco medio. Quando sarà caldo, aggiungere i cubetti di formaggio, condire con olio, pepe nero appena macinato e regolare di sale. In estate si può mangiare anche a temperatura ambiente.

CousCous con peperoni, mandorle e olive

Un piatto completo, buono sia caldo che tiepido o freddo. Ho usato il couscous di Libera (terre liberate dalle mafie), lo trovo molto buono, facile da preparare, si sgrana bene e mantiene una consistenza non troppo asciutta e nemmeno troppo morbida.

  • 70 g di couscous a testa e 70 cc acqua
  • 1 cucchiaio di olio
  • 4 peperoni rossi grandezza media
  • 1/2 tubetto circa di Verdurine Mutti (o doppio concentrato di pomodoro)
  • 2 manciate di mandorle pelate
  • olive nere di Gaeta snocciolate (o taggiasche)
  • se si vuole, un pezzetto di formaggio a scelta tagliato a cubetti
  • olio
  • sale
  • pepe
  • peperoncino in polvere
  • aglio in polvere
  • basilico

Mettere in forno a 190° i peperoni lavati in una teglia di alluminio usa e getta e lasciarli per circa 30 min, girandoli una volta, fino a quando la pelle sarà marroncina, coprirli con un foglio di alluminio e lasciarli raffreddarli. Spelarli, pulirli dai semi, tagliarli a cubetti, sistemarli in una padella antiaderente con pochissimo olio, sale, aglio in polvere e peperoncino, lasciarli insaporire a fuoco basso, poi aggiungere le Verdurine e poca acqua per ottenere un sughetto denso. Lasciare sul fuoco ancora un paio di minuti.

Preparare il couscous: in una pentola antiaderente versare 280 g di couscous (per 4 persone), mescolarlo con un cucchiaio di olio, scaldare a parte 280 cc di acqua, salarla, versarla sul couscous mescolando bene, coprire la pentola e lasciarlo gonfiare per 5 minuti. Infine sgranare bene il couscous con una forchetta.

Tostare leggermente le mandorle, tagliare le olive a metà o a rondelle.

Unire i peperoni al couscous mescolando bene e poi aggiungere gli altri ingredienti. Se si vuole mangiare caldo, riscaldare a fuoco basso e unire alla fine un po’ di foglie di basilico strappate con le mani, se si usa il formaggio unire anche quest’ultimo dopo aver scaldato il couscous. Aggiustare di sale pepe e peperoncino.