Riso agli asparagi

Non si può definire risotto, non è cucinato con la tecnica tradizionale del risotto, ma il risultato finale è molto simile. Fatto con riso integrale, abbastanza buono, ma il risultato migliore l’ho ottenuto con un carnaroli rustico semi-integrale, tiene bene la cottura e diventa cremoso dopo la mantecatura.

 

  • 300-320 g riso carnaroli semi-integrale
  • 500 g di asparagi (sceglierli non molto sottili)
  • dado vegetale (per me fatto in casa)
  • 20-30 g burro (si può anche evitare)
  • parmigiano grattugiato
  • olio, sale, pepe nero macinato fine

 

Pulire gli asparagi rompendoli nel punto dove cedono facilmente, lavarli lasciandoli in acqua per una decina di minuti, asciugarli e pelarli con un pelapatate. Le bucce tolte non andrebbero buttate ma cotte insieme al resto dei gambi degli asparagi, danno più sapore al brodo che si ottiene. E’ un po’ noiosa la preparazione: si legano con spago da cucina tenendoli il più distesi possibile.

Tagliare i gambi degli asparagi a pezzetti conservando le punte a parte, se sono grandi tagliarle a metà. Nella pentola a pressione versare le bucce, i gambi a pezzi, mezzo litro di acqua e un dado vegetale (se si ha a disposizione del brodo vegetale già pronto usare questo). Cuocere 3 minuti dal momento del fischio della valvola.

A cottura ultimata togliere le bucce, scolare i pezzi di gambo e frullarli unendo poco brodo se serve.

In una pentola adatta portare il brodo degli asparagi ad ebollizione, versare il riso, mescolare bene e cuocere come per un risotto, mescolando ogni tanto e aggiungendo dell’altro brodo caldo se serve. A metà cottura unire il frullato di asparagi, e 3-4 minuti prima della fine cottura unire anche le punte. Questo riso cuoce in 18-20 minuti, o comunque secondo il gusto preferito.

Spegnere il fuoco a cottura ultimata, unire il burro e una manciata di parmigiano, regolare di sale se serve e pepe nero e mescolare molto bene, coprire la pentola e lasciar riposare un paio di minuti prima di servire.

Non volendo usare il burro, prelevare dalla pentola due o tre cucchiai di riso e frullarli a crema, mescolare al riso con un po’ di olio e parmigiano.

Annunci

Lasagne al ragù …alternative

Non è la classica pasta al forno, ma è davvero buona e nutriente, come è noto le lenticchie sono un’ottima fonte di proteine e preparate in questo modo non fanno rimpiangere la carne ai carnivori impenitenti…

 

  • 1 confezione di pasta phillo da 250 g
  • 150 g di lenticchie piccole (Castelluccio o Colfiorito sono le migliori per me)
  • 1 lattina di pomodori pelati di buona qualità
  • 3 piccole carote novelle
  • 1 scalogno
  • 1-2 foglie di alloro
  • abbondante parmigiano grattugiato
  • olio evo
  • sale pepe peperoncino in polvere

 

Cuocere le lenticchie, che non necessitano di ammollo, per un tempo un po’più breve di quello indicato sulla confezione, unendo una o due foglie di alloro e peperoncino in polvere se piace, salarle solo a fine cottura e scolarle bene.

Tritare finemente le carote e lo scalogno, versarle in una pentola capiente, meglio antiaderente, insieme ai pelati frullati, un pizzico di zucchero a piacere, sale e peperoncino, portare a cottura a fuoco moderato (circa 20-25 minuti), poi unire le lenticchie e cuocere mescolando bene per 5 minuti. Alla fine, a fuoco spento, unire un cucchiaio di olio e, a piacere, pepe nero macinato fine.

Predisporre una teglia rettangolare leggermente unta di olio (dalle dimensioni della teglia dipenderà il numero di strati di pasta e ragù), stendere 3 o 4 fogli di pasta phillo spennellando ogni foglio con poca acqua, o volendo con un’emulsione di acqua e olio, versare una parte del ragù di lenticchie distribuendolo bene, spolverare con abbondante parmigiano grattugiato. Continuare con gli strati, mettendo meno fogli di pasta tra gli stati interni, per finire con 3 o 4 fogli anche nella parte superiore. Spennellare anche l’ultimo foglio di pasta phillo e cospargerlo con poco parmigiano.

Cuocere in forno a 190-200 gradi per breve tempo, il ragù è cotto e la pasta phillo essendo sottile si cuoce velocemente, 10 minuti dovrebbero bastare, aspettare comunque che la parte superiore sia dorata. Togliere dal forno e lasciar riposare qualche minuto prima di servire.

Crema di funghi porcini e castagne

Anche questo è un primo piatto per autunno e inverno, più raffinata della zuppa di lenticchie funghi e castagne, non è adatta come piatto unico perchè ne va servita una quantità non certo abbondante. Il sapore è molto intenso e i funghi non devono essere mangiati in grande quantità. La dose può bastare per 3-4 persone.

 

  • 15-20 g di funghi porcini secchi
  • 4 patate rosse medio-piccole
  • 1 scalogno
  • 1 carota media
  • 100-120 g castagne lessate morbide precotte
  • 1 foglia di alloro secco
  • brodo vegetale (o acqua e dado vegetale di buona qualità)
  • olio
  • sale, pepe nero macinato
  • parmigiano grattugiato facoltativo
  • crostini di pane tostato facoltativi

 

Mettere in ammollo i funghi secchi in acqua calda non bollente per circa 30 minuti. Pulire le verdure, tagliare scalogno e carota a fettine e le patate a pezzi non tanto piccoli. Mettere in una pentola abbastanza capiente le verdure e i funghi secchi ammorbiditi, l’alloro e l’acqua di ammollo dei funghi filtrata. Aggiungere brodo vegetale (o acqua e dado) per coprire le verdure, portare a bollore e cuocere fino a quando le patate saranno morbide, unendo brodo vegetale caldo poco alla volta se fosse necessario. Condire con pepe a piacere, sale se serve, e le castagne sbriciolate. Frullare fino a rendere il tutto cremoso, unendo brodo se necessario per ottenere la densità voluta (a noi è piaciuta abbastanza densa). Condire con olio evo e servire con parmigiano e crostini a piacere.

 

 

 

Fusilli integrali con pesto di cavolo cappuccio viola

Piatto di pasta decisamente autunnale, si può usare anche un altro formato di pasta, per me farfalle integrali, penne e simili mi sembrano meno adatti. La ricetta che ho trovato su Sale&Pepe prevedeva spaghettini.

La dose del pesto è abbondante, se dovesse avanzare è molto buona unita a dell’insalata verde, oppure spalmata sul pane. Se gradite, si possono sciogliere nell’olio di condimento alcuni filetti di acciughe sott’olio.

Per 3 persone

 

  • 240 g fusilli (o farfalle), naturalmente si può aumentare o diminuire la quantità a piacere
  • 200 g di cavolo cappuccio viola
  • 60 g di mandorle spellate (o con la buccia per una consistenza più rustica)
  • poco aglio (facoltativo, io non lo uso, il cavolo è già saporito)
  • 50 g circa di pane un po’ raffermo
  • rosmarino (fresco o secco, nel secondo caso meglio tritato)
  • 1 cucchiaio di mandorle a lamelle
  • parmigiano grattugiato (facoltativo)
  • olio evo, sale, pepe nero

 

Tagliare a pezzi piccoli il cavolo, frullarlo con qualche cucchiaio di olio, qualche cucchiaio di acqua e le mandorle, poco sale e pepe a piacere, fino a ridurlo a crema abbastanza omogenea, unendo altro olio o acqua se necessario (deve rimanere abbastanza denso)

In una padella piccola rosolare il pane,  tagliato a dadini piccoli o sbriciolato grossolanamente, con pochissimo olio e un po’ di rosmarino.

Cuocere la pasta per il tempo indicato sulla confezione. Nel frattempo, se si usano le acciughe, scioglierle in uno-due cucchiai di olio in una padella tipo wok, tenendo il fuoco bassissimo, altrimenti procedere nello stesso modo con solo olio.

Unire la pasta scolata, tenendo da parte un po’ di acqua di cottura, condire con il pesto diluendolo con acqua di cottura se necessario. Unire le mandorle a lamelle, togliere dal fuoco e versare il pane rosolato, mescolando bene. Chi lo desidera, aggiungerà il parmigiano nel proprio piatto.

 

 

“Lasagne” di pane carasau con melanzane

Lasagne perchè il risultato che si ottiene è molto simile alle tradizionali lasagne al forno. E’ molto più leggero perchè non contiene besciamella nè ragu di carne, è comunque molto gustoso perchè le melanzane sono saporite e danno il loro meglio insieme al sugo di pomodoro e al formaggio. Probabilmente si dovrebbe usare il pecorino, ma a me non piace, ho usato parmigiano e provolone piccante con un po’ di parmigiano, entrambe le versioni sono state apprezzate. Va preparato con un po’ di anticipo per fare in modo che il pane si ammorbidisca bene con il brodo.

 

  • 250 g pane carasau (se si trova il tipo integrale è ancora più saporito)
  • 2-3 melanzane abbastanza grandi del tipo preferito (per me le migliori sono le viola screziate, altrimenti quelle viola scuro del tipo arrotondato)
  • 2 carote piccole
  • 1 scalogno medio
  • 1 barattolo di pomodori pelati
  • 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro o 2 cucchiai di verdurine (Mutti, Ortolina)
  • abbondante parmigiano grattugiato
  • 1/2 litro circa di brodo vegetale (anche fatto con dado buono)
  • basilico
  • olio, sale, pepe, peperoncino in polvere

 

Sbucciare le melanzane e tagliarle a cubetti. Scaldare pochissimo olio in una padella antiaderente e cuocere le melanzane salando solo alla fine della cottura. Toglierle dalla pentola e lasciarle raffreddare.

Nella stessa pentola pulita con carta da cucina scaldare per 2-3 minuti le carote e lo scalogno grattugiati con poco olio tenendo il fuoco basso per non far rosolare le verdure (volendo si può utilizzare poca acqua o brodo di verdura invece dell’olio). Nel frattempo frullare i pomodori pelati e versarli nella pentola, unire un pizzico di zucchero, sale e peperoncino a piacere, portare a bollore, abbassare la fiamma, coprire e cuocere per circa 15-20 minuti, unendo il concentrato o le verdurine a fine cottura. A fuoco spento unire anche qualche foglia di basilico spezzettata con le mani.

Scaldare il brodo vegetale. In una teglia rettangolare antiaderente unta con un velo di olio stendere uno strato di pane carasau, bagnarlo leggermente con il brodo caldo per ammorbidirlo leggermente, stendere una parte del sugo, distribuire una parte di melanzane e cospargere con parmigiano grattugiato. Ripetere gli strati fino ad esaurimento degli ingredienti, sull’ultimo strato di pane mettere solo sugo e parmigiano, se piace macinare sopra del pepe nero.

Versare ancora un po’ di brodo sui bordi degli strati di pane e verdure e lasciare riposare per almeno un’ora.

Infornare nel forno già caldo a 200° per circa 15 minuti o fino a quando lo strato superiore sarà dorato.

 

 

Gnocchi di ricotta (e ricotta e spinaci) senza uova

Volendo provare a fare degli gnocchi di ricotta senza uova, ho cercato in rete, e la ricetta che più mi ispirava è questa http://blog.giallozafferano.it/maniamore/gnocchi-di-ricotta/. leggermente modificata da me, ottima! Poi, avendo in casa una confezione di ricotta che pesava circa 350 g, ho provato a mischiare la ricotta con degli spinaci, chiaramente occorre più farina, hanno avuto molto successo, buona tenuta di cottura, in più è un sistema per mangiare più verdure…

In entrambi i casi li ho conditi con un sugo semplice di pomodoro, scalogno tritato, basilico e peperoncino. Il sugo si può fare usando dei pomodori freschi o una buona passata.

La prima versione è per 3-4 porzioni (3 porzioni se si mangiano come piatto unico), con gli spinaci è più abbondante, 4-5 porzioni (come prima 4 se piatto unico).

 

Gnocchi di ricotta:

  • 250 g di ricotta (per me vaccina) asciutta
  • 100 g circa di farina integrale o tipo 1
  • 60 g parmigiano grattugiato
  • noce moscata, sale, pepe
  • olio per condire

 

Gnocchi ricotta e spinaci:

  • 200 g circa di spinaci surgelati (più o meno mezza busta del tipo surgelati in foglie)
  • 140-150 g farina integrali o tipo 1  (la quantità dipende dal tipo di ricotta e dagli spinaci, che non devono essere troppo acquosi)
  • 350 g circa di ricotta (il tipo che acquisto non ha mai lo stesso peso, per cui va aggiustata la dose di farina)
  • 80 g parmigiano grattugiato
  • noce moscata, sale, pepe
  • olio per condire

 

Gnocchi di ricotta: lavorare la ricotta per renderla soffice, unire farina, parmigiano, sale, pepe e noce moscata, mescolare con un cucchiaio, poi lavorare con le mani, unendo altra farina se necessario, per avere un impasto di consistenza simile a quello degli gnocchi di patate. Io preferisco far riposare questo composto in frigorifero per almeno un’ora, se non si ha tempo, passare subito alla lavorazione che è simile a quella degli gnocchi di patate. Formare dei cordoni e tagliarli a pezzi, fare una pressione col pollice al centro. Cuocerli in acqua bollente non molto salata, sono pronti quando vengono a galla. Nel frattempo scaldare il sugo in una capiente pentola antiaderente e versare gli gnocchi scolati, condire con olio evo e mescolare direttamente. A noi piace cospargerli di parmigiano grattugiato quando sono nei piatti.

 

Gnocchi ricotta e spinaci: cuocere gli spinaci surgelati con pochissima acqua in un pentolino antiaderente con coperchio, solo fino a farli scongelare. Passarli in un colino e farli asciugare il più possibile schiacciandoli con un cucchiaio. Lasciarli raffreddare, poi frullarli. Impastarli con gli altri ingredienti seguendo i suggerimenti di cui sopra, resteranno un po’ più appiccicosi ma è meglio non mettere troppa farina. In questo caso il passaggio in frigorifero è necessario per avere la compattezza sufficiente. Formare gli gnocchi e cuocerli passandoli poi nel sugo e unendo parmigiano grattugiato a piacere.

 

Zuppa d’autunno con cavolo rosso e castagne

A volte si presenta la necessità di finire i pacchetti di cereali e legumi (rimasugli di altre ricette) e allora bisogna lavorare di fantasia per poterli utilizzare in modo gradevole e salutare. E così succede che un piatto improvvisato diventa una ricetta “di famiglia” graditissima a tutti.

 

  • 400-500 g cavolo cappuccio rosso
  • 1 scalogno grande o due piccoli
  • brodo vegetale (oppure dado senza glutammato o ingredienti strani aggiunti)
  • 100 g circa di lenticchie rosse decorticate
  • 100 g circa di quinoa tricolore
  • 100 g circa di grano saraceno
  • 100-150 g castagne cotte sottovuoto (o nei comodi e costosi pacchetti di una ben nota marca)
  • 1-2 foglie di alloro
  • sale, pepe, peperoncino
  • olio evo

 

Naturalmente i cereali possono essere diversi, le lenticchie rosse invece sono  insostituibili perchè regalano una sorta di cremosità alla zuppa.

Tagliare il cavolo a striscioline non troppo sottili, affettare o tritare lo scalogno, mettere in una pentola antiaderente capiente con pochissimo olio e alloro e lasciar stufare qualche minuto aggiungendo brodo vegetale per non far asciugare troppo.

Unire lenticchie, quinoa e grano saraceno ben risciacquati sotto acqua corrente, coprire con brodo vegetale, spolverare con pepe e peperoncino a piacere, coprire e cuocere a fuoco lento per 25-30 minuti, aggiungendo brodo se asciuga troppo.Unire le castagne a grossi pezzi poco prima di finire la cottura (deve risultare della stessa consistenza di un risotto “all’onda”).

Salare e unire olio a piacere dopo aver spento il gas. Togliere l’alloro e versare nei piatti e, se piace, spolverare con parmigiano grattugiato. E’ una dose abbondante, a noi è bastata per 4 persone come piatto unico.